sabato, novembre 28, 2009

21st Century Soundies 


The Soundies Mashup by Exceeda
La maggior parte dei mashup musicali traggono la loro ispirazione dai videoclip e dai video degli anni 70 e 80 e reinterpretati con "tappeti ritmici" dei giorni odierni, quando l'esplorazione dell'enorme archivio televisivo americano degli anni 40 è un serbatoio di idee pressochè infinito.

Over 40 years before MTV and the video music phenomenon there were short films created for specific jazz and big band tracks known as 'The soundies'. From 1940, around 1,865 were produced and alongside TV broadcasts they were installed in 'video duke box' type units in bars & restaurants throughout USA where they could be individually watched for a dime on machines called Panorams. The soundies rose to popularity at the same time as the big band sound dominated American music scene.

In 2009 Exceeda has explored these archives, updated and remixed these cult big band sound & image classics of a forgotten era, with future fresh bosa breaks & up-tempo rhythm drum beats producing a new style of 21st century audio-visual entertainment..

This mix features the stand out talents of musicians, composers and singers :Stan Kenton, Sonny Dunham, Larry Clinton, Bob Chester, Buddy Rodgers, Lawrence Welk, Alvino Rey, Helen Huntley and June Christy.

Exceeda will be performing his unique soundies show in clubs and festivals throughout 2009. For Exceedas live audiovisual DVJ show expect also to be joined by Glenn Miller, Benny Goodman, Duke Ellington, Dizzy Gillespie and Cab Holloway all rolling you back to the legendary big-band bebop swing time of dance-floor music.

Un documentario della PBS approfondisce il tema dei Soundies



Lo spazio di MySpace di Exceeda

venerdì, novembre 27, 2009

Retail Experience 



Razorfish è un esempio molto interessante di come migliorare la Retail Experience, usando il punto vendita per veicolare informazioni di prodotto o per creare un canale commerciale per prodotti personalizzabili, grazie ad una modalità di navigazione e di fruizione delle informazioni veloce ed intuitiva.

Razorfone, is a conceptual retail experience for consumers looking to purchase mobile phones, but what makes this stand out from the rest is that its actually built on top of Windows 7s multi-touch support and Windows Presentation Foundation.

L'integrazione tra tecnologie di digital signage con l'uso del web e l'utilizzo del punto vendita come ambiente di comunicazione cambierà radicalmente la comunicazione digitale dei prossimi anni.

Siamo solo all'inizio.

Oltre l'ascolto 


E' dal tempo del Clue Train Manifesto che il tema della centralità dell'ascolto ha avuto un'attenzione crescente nei convegni, nei libri e nelle conversazioni in rete.

La maggior parte delle aziende non ascolta, altre sono convinte di farlo, sono quindi convinto che il termine, se pur chiaro, possa essere misleading sulle conseguenze.

Che cosa significa ascoltare davvero? Come si porta avanti una strategia di ascolto? Perchè è questo il punto centrale.
  • L'ascolto è spesso superficiale
  • L'ascolto non è sempre seguito da un'azione di cambiamento
  • L'ascolto non è sempre vincolante
Occorrerebbe parlare di ascolto consapevole, ma sarebbe molto difficile spiegarne i contorni.

Per queste ragioni, ritengo che sia necessario compiere un ulteriore salto di paradigma: dall'ascolto alla valutazione degli impatti.

L'analisi degli impatti è uno strumento di supporto alle decisioni che ha come fine la valutazione degli effetti di una certa azione.

Le azioni di un'impresa, ad esempio di comunicazione, hanno un impatto generale sui suoi risultati economici, è evidente, ma hanno anche degli impatti, che vanno oltre i concetti spiegati dagli economisti legati alle esternalità

Se le marche cominciassero a misurare seriamente gli impatti delle loro azioni, prendendo coscienza che tutto si ripercuote direttamente o indirettamente sulla brand equity, considerebbero l'ascolto in modo nuovo.

Non si può parlare di valutazione degli impatti fino a che non si sono sviluppate adeguate metriche. Questo è il tema a cui dedicherò grande attenzione nel 2010

Fonte dell'immagine

giovedì, novembre 26, 2009

Dal Commercial al Content 


"Dal Commercial al Content, è un po' questa la sfida per le agenzie di pubblicità che si trovano in una fase di ripensamento dei loro modelli di business". E' in pochissime parole il condensato del pensiero di Milka Pogliani, espresso nel corso dell'interessantissimo confronto che ha avuto luogo oggi durante l'evento More Than Zero, organizzato dalle brillanti Liliana Forina e Marina Brezza e moderato dal vulcanico Paolo Iabichino.

E' inutile cercare le colpe, è un esercizio che è stato fatto troppe volte e senza risultati, ciò che invece dovremmo fare è cercare di mettere in rete, le persone più attive del mondo della comunicazione per cercare di creare quel dibattito che non è mai stato avviato nel nostro Paese.

Il passaggio ad un'era del post advertising, non sarà facile o indolore, perchè, come è stato fatto notare da Milka Pogliani, richiederà il superamento della logica a silos e l'ibridazione delle competenze.

Si sta già creando una nuova filiera in cui entreranno in un prossimo futuro, nuovi soggetti con nuove professionalità. Le agenzie di comunicazione potranno avere un nuovo ruolo nel mercato della comunicazione, se sapranno aprirsi e cominciare a lavorare a rete, non pensando di fare tutto da sole, non ci riusciranno.

Lo capiranno che non c'è alternativa alla collaborazione?

Proviamo a pensare ad uno dei tanti progetti di Branded Content Multicanale, con un forte impiego del Web e dei Social Media, presentati oggi da giovani videomaker. Sarà molto difficile che un'agenzia possa avere tutte le competenze al suo interno per realizzarli, dovrà quindi trasformarsi in system integrator, esattamente come è successo nel mondo dell'informatica ed in modo magistrale ad Hollywood.

La sfida più grande sarà di gestione del cambiamento all'interno della classe dirigente delle agenzie di pubblicità, non il reperimento dei talenti, che già ci sono.

Il passaggio dal Commercial al Content, richiederà una forte capacità di integrare profili professionali diversi e sicuramente nuovi skill.
  • analisi delle tendenze di consumo mediale
  • competenze per i processi di brand introspection
  • analisi dei target in rete (conversazioni, luoghi, dinamiche di interazione)
  • capacità di creare una strategia digitale
  • capacità di creare una strategia narrativa (digital storytelling)
  • competenze per il web writing multimediale
  • competenze di progettazione dei metadati
  • strategie di "findability" e search engine optimization
  • competenze per lo sviluppo di strategie di content management multipiattaforma
  • competenze per lo sviluppo di una strategia di content distribution
  • competenze per la costruzione di processi di engagement dei differenti pubblici
  • competenze per l'integrazione dei processi di comunicazione in quelli di business
Come si può facilmente comprendere in questo mio elenco, certamente non esaustivo, non è facile sviluppare la capacità di:
  • sapere leggere i segnali deboli e gli insight da parte degli utenti
  • analizzare l'evoluzione delle piattaforme sul web e dei processi di interazione
  • generare un numero sufficientemente alto di idee creative da poter declinare sui diversi target
  • creare processi produttivi agili e dal basso impatto economico
  • creare un sistema di misurazione dell'impatto delle diverse azioni di comunicazione
  • gestire il monitoraggio delle conversazioni in rete
Auspico che ci possano essere presto nuove occasioni di confronto, come quella di oggi e da parte mia, sto lavorando ad un evento in IULM per parlare di processi di crowdsourcing e comunicazione di impresa e del nuovo ruolo delle agenzie di comunicazione.

Milka Pogliani ci ha spiegato che la sfida più grande per le agenzie di comunicazione è imparare a condividere. In rete tanti bravi professionisti lo stanno già facendo.

Riusciremo mai ad imparare a fare rete anche nell'industria della comunicazione di impresa?

L'immagine è di Taccuino di Traduzione

lunedì, novembre 23, 2009

Movie Clip mashup 



Un ben riuscito mashup che mette insieme, clip di videotrailer di film.

domenica, novembre 22, 2009

I'm a Fireman 



Un meraviglioso mash up di Dj Zebra feauturing: Spencer Davis v/s Rolling Stones v/s Prodigy

Una metafora di come rivitalizzare le strategie di comunicazione attraverso processi di ricombinazione creativa.

sabato, novembre 21, 2009

Social Media ROI 



Passare dal Social Media Marketing al Social Media Business.

Enjoy Jumping Around 



Outhere Bros. vs. Old School Players by Djschmolli

Uno splendido mashup video che ci insegna, che anche nel mondo aziendale, abbiamo la possibilità di recuperare vecchi contenuti, riadattarli, rimontarli e che non è sempre necessario reinventare la ruota, spendendo oltre misura.

mercoledì, novembre 18, 2009

Brands: you should let yourself feel 

let yourself feel. from Esteban Diácono on Vimeo.



by Esteban Diácono

WTF 


Gli Ok Go, sono un gruppo nato in rete, diventato famoso grazie alla rete.

Li ho seguiti fin dalla prima ora.

Questa la presentazione del loro nuovo video



Sono i gruppi emergenti rock i più interessanti per quanto concerne la sperimentazione di nuove tecniche promozionali in rete.

martedì, novembre 17, 2009

I linguaggi del Web 



Con Francesco Lucca, di Let Me Do, stiamo affrontanto seriamente il tema della sperimentazione di nuovi linguaggi video per il web. Di format per la rete, se ne parla ancora troppo poco.

Volevo segnalare, il video degli Atari, (Poisoned Apple Pie), prodotto in pochissimo tempo da Let Me Do, (Soggetto e Regia - Alfredo Maddaluno e Riccardo Abbruzzese ) Montaggio e Post Produzione di Let Me Do./Atari Produzione Esecutiva: Freak out.

lunedì, novembre 16, 2009

Comunicare è Facile, Farsi Capire è un'impresa 


E' stato molto interessante confrontarmi con gli operatori napoletani della Comunicazione e ringrazio Francesco Lucca, di Let Me Do, per avermi invitato.

Qui potete trovare le mie slide, ma alla fine il Convegno è stato un pretesto per conoscerci e per cominciare a lavorare insieme anche a Napoli.

sabato, novembre 14, 2009

God Safe the thief 



Sex Pistols v/s Illuminoids - mashup

mercoledì, novembre 11, 2009

Comunicare è facile... 


Il giorno 16 novembre sarò a Caserta, per parlare di Innovazione e Comunicazione.

Eventualmente ci vediamo li.

giovedì, ottobre 29, 2009

Experience Design 



E' possibile modificare i comportamenti delle persone, analizzandone l'esperienza nei diversi momenti di una giornata, al fine di renderla più piacevole.

L'experience design è ancora agli albori e ha vastissime opportunità di impiego.

Stiamo organizzando un corso sulla Tourist Design Experience, che sarà pronto agli inizi del 2010.

I vantaggi della focalizzazione distribuita 


Da tempo sono un fervido sostenitore della fine dell'era del manicheismo culturale e delle contrapposizioni (destra-sinistra, generalista-specialista, creativo-metodologo).

Stiamo vivendo in un'era caratterizzata da una crescente complessità, per questo i modelli lineari del pensiero sono entrati fortemente in crisi.

I mercati sono profondamente cambiati in pochissimi anni e richiedono una forte specializzazione al fine di creare proposte di valore fortemente focalizzate, ma al contempo una visione ampia e a 360 gradi in grado di rilevare i principali segnali deboli, che possano consentire di anticipare leggeremente (non troppo) le tendenze in atto, per poter definire il migliore time to market per una nuova proposta di valore.

Come si può coniugare specializzazione e visione olistica, quale trade off tra generale e particolare? Questo è il grande tema per le aziende che vogliono competere oggi nei mercati globali.

La risposta che io propongo è ciò che ho definito la "focalizzazione distribuita", si tratta di creare un ambiente fertile per favorire lo sviluppo di robuste competenze in aree precise e ben circoscritte, ma anche di creare un processo di condivisione di queste competenze, con lo scopo di permettere la diffusione di nuove competenze attraverso processi di ibridazione attraverso la collaborazione .

Se questo concetto (non nuovo) può essere condivisibile sul piano teorico, poiché nessuna entità (impresa, organizzazione, ente) è in grado oggi di lavorare in modo indipendente ed autonomo, ma deve trovare forme di collaborazione, trova invece forti resistenti nella sua applicazione. La collaborazione implica una perdita di controllo e questo per molte persone è inaccettabile.

Ho avuto modo recentemente di partecipare come docente al TTG Lab alla fiera del Turismo di Rimini, dove ho presentato sei workshop in due giorni, su temi legati al turismo, ma anche diversi fra loro. Nel contempo ho preparato altri due workshop per altri settori merceologici. Non sarebbe mai stato possibile se non utilizzando un approccio a network sulla ricerca e sviluppo su nuovi temi del marketing strategico con altre persone dal background completamente differente dal mio.

La società di consulenza di cui sono partner, è organizzata a network. Stiamo creando innovazione mettendo insieme metodologie del Knowledge Management con processi del pensiero creativo per lo sviluppo di nuove idee, stiamo lavorando su nuovi modelli della promozione digitale mettendo insieme le comunità di videomaker con esperti di tecnologie dell'informazione, per citare alcuni progetti su cui stiamo lavorando, ma stiamo soprattutto creando reti di imprese.

Si stanno definendo nuovi mercati dalle potenzialità straordinarie, che richiedono nuove competenze distintive e differenzianti. Occorre però fuggire dal rischio di un eccesso di specializzazione, perchè fa perdere la visione di insieme. (Se sei un martello l'unica cosa che vedi sono chiodi).

Ci sono oggi ampie possibilità per far sviluppare nuovi mercati nell'ambito della comunicazione, del marketing, ma come è stato fatto notare allo IAB FORUM 2008, mancano i presupposti per la creazione di una nuova filiera e quindi di una nuova catena del valore.

La realtà dei fatti dimostrerà a brevissimo, se la logica dell'integrazione verticale o della mera esternalizzazione sarà ancora vincente oppure no. Io non ne sono per niente convinto.

mercoledì, ottobre 28, 2009

L'orientamento al cliente 

In una presentazione all'Associazione Italiana Marketing, Andrea Rossi, ha illustrato il modello di innoVacting per favorire i processi di sviluppo dell'empatia in azienda.

Alcune considerazioni:
  • molte aziende si dichiarano orientate al cliente, ma non lo sono di fatto
  • non basta lavorare su valori, sulla cultura e sui processi, occorre anche agire profondamente sull'empatia in azienda, considerando il fattore umano quale elemento centrale
  • l'orientamento al cliente non è in contrasto con la profittabilità, al contrario
  • non occorre reinventare nuove discipline del marketing
  • la vera sfida dei programmi di customer satisfaction riguarda l'utilizzo delle informazioni raccolte per migliorare i processi interni
  • comprendere i clienti senza coinvolgimento non è sufficiente
  • sentire solidalmente è la chiave per una comprensione profonda
  • sono i dettagli a fare la differenza nel processo esperienziale dei clienti
  • agire consapevolmente, significa rivedere il ruolo di un'impresa nell'ambiente in cui opera a 360 gradi ed essere disponibili a mettere la propria organizzazione costantemente in discussione
Forse il concetto di "umanità dell'azienda" può apparire retorico, ma è solo dal ritorno alla centralità delle persone che si potrà creare nuovo valore per l'azienda e per i suoi diversi stakeholder.

martedì, ottobre 27, 2009

L'azienda customer driven 

Da sempre il marketing mette il cliente al centro, ma solo nei manuali e nei testi di divulgazione, perchè in realtà sono pochissime le aziende che lo fanno davvero.

Non si tratta di implementare solo strategie e strumenti di ascolto, ma di sviluppare soprattutto un cambiamento culturale in grado di creare un ambiente per sviluppare l'empatia nei confronti dei clienti.

L'empatia è un concetto complesso, alcuni autori hanno provato a darne una definizione:

  • William Ickes: "The ability to infer the specific content of another person's thoughts and feelings" (1997, s. 3). Source: Ickes, W. (1997). Empathic accuracy. New York: Guilford Press.
  • Jean Decety: "The ability to experience and understand what others feel without confusion between oneself and others" (Decety & Lamm, 2006, p. 1146). Source: Decety, J., & Lamm, C. (2006). Human empathy through the lens of social neuroscience. The Scientific World Journal, 6, 1146-1163
  • M. O´Hara: “It is a way of perceiving and knowing and a way of being connected to other consciousnesses by which individual human beings gain access to the inner worlds of other individuals and to the workings of relationships, and whole ecologies, of which they are but parts.” (1997, p. 303-304). Source: O’Hara, M. (1997). Relational empathy: Beyond modernist egocentrism to postmodern holistic contextualism. In A. C. Bohart & L. S. Greenberg (Eds.), Empathy reconsidered: New directions in psychotherapy (p. 295-319). Baltimore: United Book Press

Empatia: Capacità di comprendere lo stato d'animo e la situazione emotiva di un'altra persona, in modo immediato, prevalentemente senza ricorso alla comunicazione verbale. Il concetto ha trovato applicazione, alla fine del 20° sec., nella cd. 'psicologia del sé' di H. Kohut, per la cura della patologia narcisistica.

Le diverse discipline che si sono sviluppate intorno al marketing strategico devono tenere in considerazione il fattore H (Human Factor), da cui non possono più prescindere.

Andrea Rossi, ha sviluppato per innovActing, società di cui sono partner un modello di lavoro, per favorire processi di sviluppo dell'empatia in azienda.

Il modello è suddiviso in quattro pilastri:
  • L'ascolto attivo
  • La comprensione profonda del cliente
  • La diffusione della sensibilità alle persone
  • Lo sviluppo di un piano di azione consapevole
Non si tratta di sviluppare nuove teorie o discipline, ma di integrare quelle esistenti secondo un approccio realmente "human centered".

In prossimi post vorrei approfondire l'argomento.

domenica, ottobre 25, 2009

Rapid Eye Movement 

Rapid Eye Movement from POWSKII on Vimeo.


Rapid Eye and then slow down. Try to understand.
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